DAL CAPITOLO XII de "Il fu Mattia Pascal"


L'occhio e Papiano


- La tragedia d'Oreste in un teatrino di marionette! - venne ad annunziarmi il signor Anselmo
Paleari. - Marionette automatiche, di nuova invenzione. Stasera, alle ore otto e mezzo,
in via dei Prefetti, numero cinquantaquattro. Sarebbe da andarci, signor Meis.
- La tragedia d'Oreste?
- Già! D'après Sophocle, dice il manifestino. Sarà l'</I>Elettra</I>. Ora senta un po, che
bizzarria mi viene in mente! Se, nel momento culminante, proprio quando la marionetta
che rappresenta Oreste è per vendicare la morte del padre sopra Egisto e la madre, si facesse
uno strappo nel cielo di carta del teatrino, che avverrebbe? Dica lei.
- Non saprei, - risposi, stringendomi ne le spalle.
- Ma è facilissimo, signor Meis! Oreste rimarrebbe terribilmente sconcertato da quel buco
nel cielo.
- E perché?
- Mi lasci dire. Oreste sentirebbe ancora gl'impulsi della vendetta, vorrebbe seguirli con
smaniosa passione, ma gli occhi, sul punto, gli andrebbero lì a quello strappo, donde ora
ogni sorta di mali influssi penetrerebbero nella scena, e si sentirebbe cader le braccia. Oreste, insomma, diventerebbe Amleto. Tutta la differenza, signor Meis, fra la tragedia antica e la moderna consiste in ciò, creda pure: in un buco nel cielo di carta.
E se ne andò, ciabattando.


Dalle vette nuvolose delle sue astrazioni il signor Anselmo lasciava spesso precipitar così,
come valanghe, i suoi pensieri. La ragione, il nesso, l'opportunità di essi rimanevano lassù,
tra le nuvole, dimodoché difficilmente a chi lo ascoltava riusciva di capirci qualche cosa.
L'immagine della marionetta d'Oreste sconcertata dal buco nel cielo mi rimase tuttavia un
pezzo nella mente. A un certo punto: « Beate le marionette, » sospirai, « su le cui teste di legno il finto cielo si conserva senza strappi! Non perplessità angosciose, né ritegni, né intoppi, né ombre, né pietà: nulla!E possono attendere bravamente e prender gusto alla loro commedia e amare e tener se stesse in considerazione e in pregio, senza soffrir mai vertigini o capogiri, poiché per la loro statura e per le loro azioni quel cielo è un tetto proporzionato.
« E il prototipo di queste marionette, caro signor Anselmo, » seguitai a pensare, « voi l'avete in casa, ed è il vostro indegno genero, Papiano. Chi più di lui pago del cielo di cartapesta, basso basso, che gli sta sopra, comoda e tranquilla dimora di quel Dio proverbiale, di maniche larghe, pronto a chiuder gli occhi e ad alzare in remissione la mano; di quel Dio che ripete sonnacchioso a ogni marachella: - Ajutati, ch'io t'ajuto -? E s'ajuta in tutti i modi il vostro Papiano. La vita per lui è quasi un gioco d'abilità. E come gode a cacciarsi in ogni intrigo: alacre, intraprendente, chiacchierone! »

UN TEATRINO SOTTO CIELO DI CARTA...

Truman Show.

The Truman Show è un film del 1998, diretto da Peter Weir e interpretato da Jim Carrey.

Il film, candidato a tre Premi Oscar nel 1999, venne premiato con tre Golden Globe, è ispirato alla moda allora nascente di raccontare la vita in televisione attraverso i reality show,(Wikipedia)

(aggiungere esempi di reality conosciuti)

I reality show in un certo senso portano alle estreme conseguenze l’attenzione ai comportamenti dell’everyman, del tipico uomo medio, di antieroi e inetti protagonisti di tanti romanzi del ‘900.

(perché tanto interesse del pubblico nello “spiare” la vita altrui?)

IL film inizia in medias res, con un primo piano e le parole del regista, un’intervista alla moglie - attrice del protagonista.

Inizia una giornata qualunque, compare Truman, saluta i vicini: «Buongiorno! E casomai non vi rivedessi... buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!». Cade un riflettore, fattogiustificato (alla radio) come dovuto all’avaria di un aereo. T. acquista il giornale, saluta una coppia di conoscenti vicino ad un cartello pubblicitario, va al lavoro in un'agenzia di assicurazioni. In ufficio al telefono chiede il numero di una donna delle isole Fiji . Da una rivista strappa parte del viso di una modella. Da un collega viene invitato a consegnare un contratto in una località che prevede l’attraversamento della baia in traghetto. Truman non riesce a salire nel traghetto per paura dell’acqua.

 

Compaiono la moglie in veste d’infermiera e un amico, entrambi promuovendo un prodotto. All’amico Truman confida il desiderio di partire per le isole Fiji.

Sulla spiaggia da solo ripensa alla morte del padre, una pioggia, finta, lo distoglie dai suoi pensieri.

Propone alla moglie di partire, lei lo richiama alle sue responsabilità, il mutuo, la possibilità di un bambino.

Compaiono degli spettatori: le guardie del parcheggio.

Altra giornata: dopo l’acquisto del giornale riconosce in un “barbone” il padre, ma vengono separati dai presenti.

 

Compare la “madre”, che cerca di convincerlo di essersi sbagliato a causa del senso di colpa, che lei stessa insinua (“Non ho mai pensato di incolparti”).

 

In cantina Truman riguarda delle foto di se stesso bambino con suo padre, arriva la moglie per lo spot di una falciatrice.

Di nuovo solo, Truman prende da un baule un maglione rosso.

 

Commenti del pubblico di un fast food, ora la tv propone un flashback.

Truman è un giovane studente in un giorno di festa, sul prato è seduta una ragazza, i due si scambiano sguardi e sorrisi (mentre “Meryl”, la futura moglie, cade addosso al ragazzo). I due si rivedono ad una festa e poi in biblioteca. La ragazza è una comparsa (non sa che il testo che sta sfogliando è un libro di giapponese, non si riconosce nel nome che Truman legge nella sua targhetta). “Non mi è permesso parlare con te”, gli dice, e gli propone di allontanarsi insieme.

In spiaggia i due si baciano e lei cerca di rivelargli la verità, che si trovano sul set di uno show, ma è interrotta da un finto padre che la porta via dopo averla fatta passare per pazza e aver annunciato un trasferimento alle isole Fiji. La ragazza perde il maglione rosso.

 

Il pubblico commenta il fatto che lui non l’abbia seguita (la madre nel frattempo si è ammalata, così ha ripiegato su Meryl), come dimentico della reale situazione di T.

 

Truman cerca di ricostruire il volto della ragazza del maglione rosso con i pezzi di giornale raccolti.

 

Per una interferenza alla radio, Truman ascolta le disposizioni del set. È un momento epifanico.  L’uomo comincia a guardarsi intorno con occhi nuovi.

 

A questo punto cerca di rompere lo schema delle sue azioni quotidiane, entrando nell’edificio più vicino. Dietro un finto ascensore intravede dei tecnici in pausa.

 

Truman corre dall’amico, a cui espone i suoi dubbi: si sente circondato da persone che lo spiano.

Di nuovo confida il proprio desiderio di partire all’amico, che lo invita a desistere: “Un posto come questo non esiste… un tramonto perfetto… merito del grande Capo (riferimento al Dio/regista)”

 

Con la madre e la moglie Truman riguarda delle foto. Alla tv annunciano il film “Mostrami la via per tornare a casa”, elogio della vita di una piccola città “che ci insegna che non serve abbandonare la propria casa per scoprire il significato del mondo“. Rimasto solo Truman si accorge che nella foto del matrimonio la moglie incrocia le dita (segno di chi mente).

 

La mattina seguente la moglie vestita da infermiera si appresta ad andare “al lavoro”. Truman le fa domande sempre più insistenti, lei parla di un intervento legato alla caduta di un ascensore (per giustificare quando visto il giorno precedente). Il personale del finto ospedale accoglie con agitazione generale Truman che vorrebbe annunciare alla moglie la sua imminente partenza. Finto è anche l'intervento che il “chirurgo” si appresta a compiere.

 

T. si dirige in un'agenzia di viaggi dove campeggia l'immagine di un cartello con un aereo colpito dal fulmine, la  comparsa con ancora la velina per il trucco lo informa che non sono disponibili voli per le Fiji prima di un mese.

 

Truman cerca allora di prendere un autobus per Chicago, ma un “guasto” costringe tutti i passeggeri a scendere.

 

Truman è in auto con Meryl: le svela lo schema dei movimenti ripetitivi delle comparse. La meta ora è Atlantic City o New Orleans, ma le altre macchine cercano di bloccarlo. La donna gli ricorda la sua paura dell’acqua : “Non ce la farai mai ad attraversare la baia”, invece T. riesce a superare il ponte.

Non si ferma ai cartelli,  alle fiamme… finché si trova nel mezzo di una evacuazione per una perdita ad una centrale nucleare. Colpito dal fatto che una comparsa lo chiami per nome, Truman cerca di superare il blocco, ma viene immobilizzato e riportato a casa.

 

Truman fa domande insistenti alla moglie, cercando un dialogo autentico con lei, finché l’attrice spaventata dalle reazioni incontrollate di T. chiede l’intervento della produzione. “Fate qualcosa”, si lascia sfuggire. Arriva l'amico Marlon che Maryl abbraccia con grande sollievo lamentando “Così non è professionale!”

 

T. si confida con l'amico. “Forse sto diventando pazzo”, confessa. È un momento di grande pathos, l’amico ripercorre le fasi della loro amicizia. “Se fossero coinvolti tutti, dovrei essere coinvolto anch’io.” Si scopre che sta ripetendo le battute suggerite dal regista, a questo punto viene fatto ricomparire il “padre” per distogliere Truman dai suoi sospetti. Il regista, che ha diretto la scena in ogni dettaglio e inquadratura, esprime la propria soddisfazione.

 

È a questo punto che si scopre tutto, il regista Christophe sta concedendo un’intervista per il trentesimo anno dello show. Nascosto in una luna artificiale, egli dirige “un mondo nel mondo” creato per un neonato frutto di una gravidanza indesiderata, adottato dal network. Christophe passa in rassegna i vari tentativi di intrufolarsi nello show per svelare la verità; compaiono varie scene in cui Truman bambino viene scoraggiato nei suoi tentativi di scoprire ciò che c’è oltre la piccola isola. Occorreva creargli un trauma che lo scoraggiasse definitivamente, a questo fine viene inscenata la morte del padre in mare, ma l'attore scontento di essere stato escluso dallo show ha tentato di rientrare forzosamente dopo 22 anni di assenza travestito da barbone, e dato il momento delicato si decide di farlo rientrare giustificando il periodo di lontananza con un’amnesia.

Si spiega che esiste un catalogo per i prodotti esposti, “ogni cosa nello show è in vendita… addirittura le case”. Alla domanda “Per quale motivo Truman non è mai riuscito a scoprire la natura mondo in cui ha vissuto finora?” risponde: “Noi accettiamo la realtà del mondo così come si presenta”. Telefona in diretta la ragazza col maglione rosso, Silvia, che accusa il regista di manipolazione. Cristophe risponde “Il mondo, quello sì è malato.  S. è come il mondo come dovrebbe essere. Truman preferisce la sua cella.”. Viene quindi anticipato che Maryl lascerà Truman che avrà una nuova compagna e viene annunciata l’intenzione di trasmettere il primo concepimento diretta.

Silvia accarezza T. attraverso lo schermo della TV,  anche il regista accarezza sullo schermo il volto di Truman mentre dorme, accarezza la sua creatura.

 

Tutto sembra ricominciare come prima, in ufficio si presenta una nuova collega, presumibilmente la donna che la produzione ha stabilito sostituirà Maryl.

 

In un momento di distrazione della troupe, T. scappa, lasciando un pupazzo al suo posto sotto le coperte. Il regista invia l'amico Marlon a controllare, quando ci si rende conto che effettivamente T. è scomparso, le trasmissioni vengono sospese per la prima volta dopo 30 anni. Si compiono le ricerche, finché il regista decide di far tornare il giorno all'improvviso per facilitare il ritrovamento. La produzione si dimostra preoccupata per la possibile perdita di sponsor.

 

Il regista ha un’intuizione, ritrova infatti T. su una piccola barca a vela sul mare e decide di tornare in onda. Il pubblico segue con il fiato sospeso. Truman ha con sé la foto di Silvia. Spannung. Per indurlo a tornare indietro viene scatenata una tempesta con fulmini e vento. Il regista pur di non perdere il controllo sulla propria creatura sembra pronto a sacrificarla. Truman non si arrende. “Non vi rimane che uccidermi”, grida. Cristophe ordina di aumentare il vento, tra le esitazioni e le preoccupazioni della troupe. T. , legato alla barca, sopravvive.

 

Tornato il sereno la nave cozza con i confini del mondo artificiale. Truman tocca il cielo finto ed è preso dallo sconforto: è la certezza che la sua intuizione di essere vissuto nella finzione è giusta, ma è anche il trovarsi di fronte ad un nuovo limite che lo separa dalla realtà.

 

Una piccola scala conduce ad una porta quasi invisibile.

A questo punto il  regista decide di parlare per la prima volta direttamente con T. Una voce scende dal cielo come la voce di un Dio.

- Chi sei tu? – chiede Truman.
- Sono il Creatore… di uno show televisivo che dà speranza, gioia ed esalta milioni di persone.
- E io chi sono?
- Tu sei la star.
- Non c'era niente di vero.
- Tu eri vero: per questo era così bello guardarti.
Là fuori non troverai più verità di quanta non esista nel mondo che ho creato per te, le stesse ipocrisie, gli stessi inganni, ma nel mio mondo tu non hai niente da temere. Tu hai paura… per questo non puoi andar via.”

Il regista - Creatore si rivolge al ragazzo cercando di evocare i sentimenti di un padre che lo ha seguito in ogni momento della vita (i primi passi, il primo giorno di scuola, la perdita del primo dentino).

È  un momento di grande pathos, interrotto da un brusco “Vuoi parlare? Sei in televisione, sei in diretta mondiale!” che tradisce tutto l’opportunismo  che guida le parole di Cristophe. Ma Truman non è più disposto a farsi ingannare e  ripete la stessa frase che è solito pronunciare all'inizio di ogni giornata: «Buongiorno! E casomai non vi rivedessi... buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!». La ripetizione della frase a questo punto del film conferisce circolarità al racconto cinematografico. Truman, superate le sue paure, sceglie la verità al rassicurante mondo creato per lui e si appresta ad attraversare la porta del cielo finto. Gli spettatori esultano, tra loro c'è anche Silvia. La trasmissione viene definitivamente sospesa. Le guardie del parcheggio cambiano canale.

"FORME", CONVENZIONI, IPOCRISIE... LA VITA E' UN PALCOSCENICO?

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